Il Teatro

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Le notizie più lontane di un teatro stabile a Foligno risalgono alla fine del 1600, quando alcuni giovani folignati chiesero alle autorità il permesso di costruire un palco stabile nel palazzo comunale, per accogliere rappresentazioni pubbliche.

Nacque così a Foligno il primo pubblico teatro, ricavato da un ampio vano del piano superiore del palazzo comunale. Nel 1703, però, un forte terremoto danneggiò il palazzo e il teatro fu demolito. Nella seduta del 5 febbraio 1703, il Consiglio, oltre la demolizione del teatro pubblico, decise pure che per nove anni non si sarebbe più festeggiato il Carnevale con maschere e rappresentazioni [Picugi 1980, p. 42].

Alcuni anni più tardi il Teatro Vecchio fu nuovamente allestito nelle ampie sale di Palazzo Trinci (allora sede del Comune), dove nel 1723 venne rappresentata l’opera Silvia (Rea Silvia): il palco doveva essere ben capiente, perché la scena prevedeva uno sfondo lontano con colline remote e la città di Alba Longa nei pressi di un bosco [Picugi 1980, p. 42].

Ci avviciniamo agli anni in cui nacque Giuseppe Piermarini. A Foligno le famiglie nobili ed emergenti non erano ancora soddisfatte: volevano un teatro con palchi riservati, più consoni al loro rango. Nel 1737 fu scelto il luogo (probabilmente nei pressi di Palazzo Trinci) e concesso in enfiteusi dalla Camera Apostolica ai signori Filippo Roncalli, Piermarino Marini, Giuseppe Francesco Fani, Giovanni Battista Seracchi e Nicola Tofani, “con il canone annuo di due libbre di cera bianca” (atto notarile del 18 dicembre 1737). Fu iniziata la costruzione della sala, ultimata con un sipario dipinto dal pittore Tommaso Bottassi [Picugi 1980, p. 42].

Il nuovo teatro fu chiamato Teatro dell’Aquila ed aveva tre ordini di palchi: per assegnarli ai richiedenti più facoltosi, ogni anno, nella giornata di S. Lucia (13 dicembre), alla presenza di un notaio, si procedeva all’estrazione a sorte, nella stessa sala del teatro; per ogni palco si era disposti a spendere circa 50 scudi annui. Al Governatore fu riservato il palco di mezzo o palco d’onore fino al 1751: da questo anno in poi gliene fu assegnato un altro dell’ordine nobile, da scegliere e cambiare a piacimento [Picugi 1980, pp. 42-43].

34. Il Teatro Piermarini (già Apollo) in via della Fiera (attuale Corso Cavour) (foto tratta dalla “Gazzetta di Foligno”, 17 febbraio 2008, p. 2)

34. Il Teatro Piermarini (già Apollo) in via della Fiera (attuale Corso Cavour) (foto tratta dalla “Gazzetta di Foligno”, 17 febbraio 2008, p. 2)

In questo nuovo teatro, per il Carnevale del 1781, la sera del 3 febbraio, fu rappresentata la tragedia Oreste di Vittorio Alfieri: ad assistere alla rappresentazione c’era il suo autore che, di passaggio a Foligno, aveva letto i manifesti con la sua opera in programma. A ricordo di quella sera, la direzione del teatro decise di chiudere e dedicare quel palco al grande poeta.

Il Teatro Apollo, in via della Fiera, fu progettato da Luigi Fedeli per 10.250 scudi ed inaugurato il primo settembre 1827. Il Comune lo acquistò nel 1869, dopo aspre contese legali.

Nel 1891 l’amministrazione cittadina deliberò di intitolarlo al suo illustre concittadino Piermarini: erano stati ultimati i lavori di restauro del teatro, che realizzarono il progetto piermariniano solo nell’atrio e nella facciata, dove le tre vecchie porte disadorne furono sostituite da tre arcate lavorate in pietra.

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