Moda e costume

La storia dell’abbigliamento riassume in sé le caratteristiche socio-economiche di ogni epoca. Nell’abito si condensano infatti diverse funzioni: quella estetica (legata al gusto e a canoni specifici delle diverse comunità) e quella simbolica, che ci rivela l’appartenenza ad uno status sociale, civile, religioso.

Il XVIII secolo è stato caratterizzato da fermenti culturali che hanno portato a significative trasformazioni in campo politico, sociale, economico. Con la prima rivoluzione industriale, nel settore della moda e del costume, l’invenzione del telaio azionato a vapore e della spoletta mobile aumentarono quantità e qualità dei tessuti in lana e cotone, prodotti a basso costo, così da incrementarne le vendite.

Negli anni precedenti la nascita del Piermarini, lo stile Reggenza aveva rappresentato il periodo di transizione dal Barocco (stile Luigi XIV) al Rococò (stile Luigi XV). La moda barocca era stata caratterizzata da linee maestose e pesanti, da vesti rigide e ingombranti; l’ammirazione per l’Oriente, sollecitata dall’intensificarsi dei traffici commerciali e dei contatti culturali, aveva favorito l’adozione di nuove fogge più informali e comode e lo sviluppo di uno stile leggero e capriccioso. Si erano rinnovate le iconografie tessili ed erano stati introdotti nuovi tessuti con ricami dai colori chiari e vivaci, propri del gusto orientale.

Dalla metà del ’700 fino alla fine del secolo si affermò lo stile Rococò, che dalla Francia si diffuse poi in tutta Europa, compresa l’Italia.

“Il termine rococò, assegnato in senso dispregiativo dagli architetti neoclassici, deriva dalla parola francese ’rocaille’: una caratteristica decorazione a forma di conchiglia ondulata in uso nei padiglioni e nelle grotte dei giardini (…) Il repertorio decorativo rococò, formato da arabeschi floreali, riprende in maniera fantasiosa motivi orientali [Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004, p. 15]

25. La Marchesa di Pompadour, ritratto di François Boucher, 1750 ca (Edinburgh, National Gallery of Scotland; da Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004)

25. La Marchesa di Pompadour, ritratto di François Boucher, 1750 ca (Edinburgh, National Gallery of Scotland; da Di Iorio e Benatti Scarpelli 2004)

Contemporaneamente all’influenza parigina, in tutta Europa veniva affermandosi il gusto orientale, sia per l’oggettistica che per l’abbigliamento: l’Oriente era diventato una vera mania per i collezionisti di oggetti di ogni genere. Tale gusto trovò particolare accoglienza presso la corte di Luigi XVI grazie a Madame de Pompadour, importante azionista della Compagnia delle Indie, che amava farsi rappresentare dal suo pittore-ritrattista François Boucher in ambientazioni orientaleggianti.