L’abbigliamento maschile

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Anche per la moda maschile, l’influenza dello stile francese, iniziata nell’ultimo quarto del Seicento, si mantenne fino alla fine del secolo successivo, con poche variazioni.

Lo schema d’abbigliamento prevedeva tre pezzi: il giustacuore o marsina, la veste o panciotto o sottomarsina, le culottes o calzoni.

Il giustacuore era un abito di linea conica, aderente alle spalle e alla vita e svasato dalla vita al ginocchio.

Il panciotto era una veste di linea semi-aderente, lunga fino al ginocchio, senza maniche e decorata da una fila di bottoni preziosi. Sotto la veste era indossata la camicia in tessuto leggero, arricchito al collo e ai polsi da trine e nastri increspati, detti jabots a lattughe.

I calzoni erano aderenti, corti al ginocchio e fermati sopra le calze. Le scarpe con tacchi alti erano decorate da fibbie e nastri.

Nel 1760 avvenne uno sviluppo nel taglio delle giacche e dei farsetti, corpetti imbottiti e spesso fastosamente ricamati, senza maniche, che si indossavano sotto la giacca. Le giacche cominciarono ad essere aperte sul davanti, avevano un colletto alto e rigido, di rado venivano abbottonate, alcune volte non c’erano bottoni e l’indumento era fatto in modo tale che i due mezzi petti non si toccassero. I farsetti si accorciarono fino alla vita; le maniche delle giacche erano sempre lunghe fino ai polsi e lasciavano intravedere gli sbuffi delle maniche delle camicie. Scomparvero i risvolti e i tre bottoni, che all’inizio servivano per fissarli, divennero un elemento decorativo.

29. Piccolo tricorno profilato (1770): i capelli sono composti in larghi boccoli e in una lunga coda rialzata e trattenuta sul dietro

29. Piccolo tricorno profilato (1770): i capelli sono composti in larghi boccoli e in una lunga coda rialzata e trattenuta sul dietro

Il cappello più usato nel XVIII secolo fu il tricorno. In genere le calotte erano più alte che nel secolo precedente ed erano guarnite con spille d’oro, piume, fibbie e fiocchi. Sotto il cappello, i nobili indossavano trecce: una sulla nuca e due ai lati del viso, chiuse ad ogni estremità con un fiocco. I carrettieri portavano un cappello a punta, ornato con penne di gallo, da cui scendeva sulle spalle una lunga reticella. La parrucca divenne un accessorio irrinunciabile in ogni guardaroba maschile.

A proposito dell’abbigliamento del popolo, leggiamo una testimonianza interessante che riguarda lo Stato Pontificio:

“A Roma e nello Stato pontificio i popolani indossano una giacca di velluto, piuttosto corta, per lo più gettata sulle spalle, un farsetto dello stesso tessuto che copre appena il petto, una camicia bianca senza ‘cravatta’; alla vita una larga cintura colorata; i calzoni, simili alla giacca, chiusi con una fibbia sotto al ginocchio. L’abbigliamento è completato da calze colorate e scarpe di cuoio ornate da una grossa fibbia argentata, ricurva ai lati, che sfiora il suolo” [Vaussard 1990, p. 53]

I cappotti, all’inizio del XVIII secolo, erano a monopetto, senza bavero e con i risvolti fino al gomito, ma intorno al 1770 divennero a doppio-petto, con un collo alto e rigido e senza risvolti nelle maniche.

Le scarpe erano lunghe e slanciate, con le punte arrotondate e decorate da fibbie.

Guanti e fazzolettini cessarono di avere uno scopo decorativo e divennero essenzialmente funzionali. Si diffusero ampiamente i bastoni con il pomo d’argento e le spade da cerimonia che si mettevano sullo spacco laterale della giacca.

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