Il gioco

Nel corso dell’intera storia umana e in tutte le culture il gioco è stato spesso segno delle caratteristiche e delle diverse concezioni del mondo delle società in cui si è sviluppato.

L’attività ludica, che per le sue funzioni (ricreativa, educativa, biologica) ha coinvolto tutte le categorie sociali (ricchi, poveri, adulti, bambini), è stata effettuata utilizzando oggetti di vario tipo e ha previsto frequentemente la presenza di animali.

Elementi del gioco di solito sono un insieme di regole e un obiettivo da raggiungere, che diventa anche momento gratificante quando è in palio un premio. La terminologia usata per definire i giochi è molto varia a seconda del luogo e del tempo: possiamo quindi avere diversi nomi per uno stesso gioco o un medesimo nome per giochi diversi.

16. Nuovo giuoco dell’oca accresciuto di numeri (Toloner, 1753; Contrada di Po, Ferrero e Pomba Librai, 1803)

16. Nuovo giuoco dell’oca accresciuto di numeri (Toloner, 1753; Contrada di Po, Ferrero e Pomba Librai, 1803)

Anche per il Settecento abbiamo interessanti testimonianze su giochi ancora oggi conosciuti. Una delle più significative è rappresentata dalla bellissima tavola (qui riprodotta da Costume e società 1988), creata nel 1702 per il gioco dei dadi dal pittore e incisore bolognese Giuseppe Maria Mitelli, nella quale troviamo illustrati alcuni giochi che si svolgevano all’aperto e altri “da tavolo”, praticati in luoghi chiusi, pubblici e privati.

Tra i giochi all’aperto (che, come appare dall’abbigliamento dei giocatori raffigurati nella tavola, erano diffusi soprattutto tra il popolo) possiamo osservare: la trottola, lanciata srotolando una cordicella avvolta attorno a delle scanalature; le bocce, il battimuro, effettuato battendo contro un muro sassolini, monete o figurine; i birilli; la pallamaglio; la pallacorda, antenato del tennis; la ruzzola, probabilmente di legno.

Tra i giochi praticati in luoghi chiusi distinguiamo il tuccatigli (oggi backgammon); la dama; il biribisso o biribissi (antenato della roulette), gioco di sorteggio che si effettuava su un tavoliere con caselle contenenti figure umane o animalesche; il gioco dell’oca (occa o occha) con i dadi, basato su un percorso con caselle in sequenza; il gioco delle carte [cfr. Costume e società 1988, pp. 26-39].

I giochi da tavolo, alcuni dei quali “d’azzardo” (con esito cioè dipendente esclusivamente o quasi dal caso e con una posta in gioco) hanno, per le loro caratteristiche, attirato particolarmente l’attenzione.