I pegni

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Nell’anno in cui nacque Giuseppe Piermarini amministravano il Monte dei Pegni Gerolamo Rossi e Michelangelo Deli, due nobili eletti dal Consiglio. Sfogliando le pagine del librone dei Pegni di quell’anno (1734), abbiamo letto il nome dei clienti del Monte, gli oggetti impegnati e quanto veniva dato per ognuno. I clienti del Monte impegnavano di tutto e ricevevano in cambio pochi paoli, che raramente arrivavano ad uno scudo (ricordiamo che il paolo era la moneta d’uso corrispondente a 10 baiocchi: per fare uno scudo occorrevano 10 paoli). Riportiamo, come esempio, alcune righe trascritte dalle pagine iniziali:

“Ottaviano di Domenico paoli 9,9 = 0, 9 scudi, per un cerchio d’oro
Diego Tufale paoli 5 = 0, 5 scudi, per anello d’oro
Giovanna di Giuseppe paoli 4 = 0, 4 scudi, per un lenzuolo
Angela di Giuseppe paoli 5 = 0, 5 scudi, per un bracciale
Lucia Francecco paoli 1 = 0, 1 scudi, per una camicia
Madalena di Francesco paoli 4 = 0, 4 scudi, per un gioiello d’oro
Barbara di Malta paoli 6 = 0, 6 scudi, per 2 anelli d’oro e un cerchio
Niccolò di Giuseppe paoli 7 = 0, 7 scudi, per un filo d’oro con perle
Cecilia di Venezia paoli 11 = 1, 1 scudi, per un bracciale e orecchini d’oro
Marcelo di Filippo paoli 5 = 0, 5 scudi, per un cucchiaino d’argento
Antonio Spaccarini paoli 6 = 0, 6 scudi, per un anello d’ oro
Giuseppe di Domenico paoli 10 = 1 scudo, per un fornello
Margherita di Pieno paoli 3 = 0, 3 scudi, per un giaccone
Lucia di Tor paoli 10 = 1 scudo, per una coperta di feccia
Catarina di Filippo paoli 30 = 3 scudi, per 2 cucchiaini
e due forchette d’argento
Andrea di Pietro paoli 60 = 6 scudi, per 10 anelli d’oro e 10 d’argento
Margherita di Fancelo paoli 40 = 4 scudi, per due lenzuoli ricamati”

[ASF, Fondo Congregazioni di Carità, Monte di Pietà, Libro Primo dei Pegni, 311].

I pegni che non venivano ritirati dai loro proprietari erano venduti alla scadenza dell’anno, in un’asta pubblica che si teneva nella Piazza Grande, davanti alla scala del Monte di Pietà:

“(…)Si notifica a tutte e singole Persone, che i pegni di qualunque specie esistenti in detto Sagro Monte, quali non sono stati rinfrescati, o sian rifermati dentro il termine di 8 giorni, spirato l’anno dal giorno dell’appignorazione (…) si venderanno all’incanto nel solito sito della Piazza della Città di Foligno, avanti la porta del detto Sagro Monte, dentro il termine di un mese per il prezzo che verrà esibito dai respetivi oblatori, purché venga a coprire l’interesse dell’imprestito, e meriti di Esso Sagro Monte, non ostante qualunque discapito potesse avvenire alli Proprietari. 1 Ottobre 1764” [ASF, Priorale, 309: Notificazione d’ordine di Monsign. Ill.mo e Rev.mo Giuseppe Vaj (Visitatore del Sagro Monte di Pietà)].

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