Il potere giudiziario e l’amministrazione della città

Torna al sommario | « Capitolo precedente | Capitolo seguente »

La soprintendenza alle cause criminali era affidata a un Protonotario Apostolico, col titolo di Governatore, che percepiva 25 scudi al mese e aveva in uso un palazzo. Alle sue dipendenze era un Bargello che coordinava altri dieci funzionari di polizia, provvisti di cane e cavallo.

Le cause civili erano presiedute invece da un dottore in legge col titolo di Podestà, con una retribuzione di cento scudi, eletto dal Consiglio e tenuto a chiedere conferma del proprio incarico ogni sei mesi [cfr. ASF, Fondo Orfini, busta 27, Descrittione della città di Foligno, c. 4r].

Il Consiglio era composto esclusivamente da nobili e denominato Centumvirale, sebbene il numero dei membri fosse da tempo immemorabile inferiore a cento. Esso aveva la piena autorità di imporre raccolte di denaro, conferire la cittadinanza a soggetti meritevoli, derogare allo Statuto Cittadino e di modificare le leggi in materia di governo politico. Il Consiglio eleggeva, per la pubblica utilità, due professori di medicina, due maestri di scuola, un segretario, un chirurgo ed un cancelliere Criminale per il Governatore.

Vi era poi l’Istituzione del Magistrato, composto da sei membri estratti a sorte ogni due mesi, appartenenti a diverse classi sociali: il primo, dell’alta nobiltà, di età non inferiore ai 50 anni o (in mancanza di esso o per rinuncia) un dottore di legge o di medicina “del terzo grado”; il secondo, sempre nobile; il terzo, un semplice cittadino; il quarto, un mercante; il quinto, un artista o un popolano; il sesto, un discendente, almeno per linea materna, da consiglieri nobili. Tutti erano chiamati Magistrati, ma il primo veniva detto Capo Priore e l’ultimo Priore Novello.

Quando uscivano dal palazzo, i magistrati indossavano zimarra e bavero di damasco nero con maniche lunghe e mantello rosso scarlatto, in inverno; ciambellotto ondato cremisi e bavero d’ormesino in estate. Dentro al palazzo, sia nei consigli, sia in atto di ricevere visite, dovevano indossare la sola veste nera [cfr. ASF, Fondo Orfini, busta 27, Descrittione della città di Foligno, c. 5r].

Il Palazzo dei Priori (Palazzo Comunale) era ben arredato e abbellito da antiche iscrizioni concernenti le famiglie nobili e le cose singolari della città. Nel palazzo si trovava una chiesa dedicata alla Madonna della Neve e un teatro per le rappresentazioni comiche.

I sei Magistrati non usufruivano di carrozze particolari e non avevano residenze obbligate. La somma assegnata loro per la mensa veniva impiegata in opere utili e onorevoli, poiché banchettavano nel palazzo solo in determinate ricorrenze, come le feste dei Santi protettori.

Il Magistrato priore aveva al suo seguito: un Tesoriere, un segretario, un Maestro di Cerimonie eCappellano, un Maestro di casa, (tutti in cappa nera), due “Trombetti”, sei “Famigli” e un Cuoco con livrea rossa fasciata di velluto verde e guarnita di vari colori [cfr. ASF, Fondo Orfini, busta 27, Descrittione della città di Foligno, c. 5r]. Tutti, tranne il Tesoriere, erano ammessi con segreti suffragi dal Consiglio e ben stipendiati.

Nelle funzioni pubbliche, in cattedrale, accompagnato da tutto il suo seguito, ciascuno dei Priori era onorato di tre incensate, a differenza del clero che ne riceveva soltanto due.

Il Magistrato aveva il proprio Tribunale per le cause civili delle Università, dei castelli e dei villaggi e per ogni altra cosa spettante al loro governo, scegliendo i “Sindici” e controllando le entrate e le uscite dei suddetti luoghi. La carica di Magistrato durava due mesi [cfr. ASF, Fondo Orfini, busta 27, Descrittione della città di Foligno, c. 5v].

Vi erano poi le Prefetture, che richiamavano nel nome l’antica istituzione romana. Si trattava di consigli più piccoli, con particolari funzioni, che coadiuvavano i magistrati:

  • la Prefettura dei Nove, detta anche Consiglio Piccolo, composta da nove membri, doveva riunirsi ogni mese per questioni di pubblico interesse e per nominare i componenti di altre prefetture, dato che questo incarico aveva la durata di soli sei mesi e senza alcun emolumento;
  • la Prefettura dei Conservatori di Legge, formata da tre Consiglieri, vigilava sull’osservanza dello Statuto;
  • la Prefettura dei Venti, i cui venti Consiglieri venivano eletti ogni tre anni, godeva di larga autorità nella salvaguardia della pace cittadina.

Altre cariche ragguardevoli (come il governo in tempo di fiere) venivano poi conferite a diversi nobili e incarichi di minore importanza venivano assegnati a tutti per estrazione (come quelli di Maestro di strada ed acquedotti, Prefetto della Pescheria, Revisore dei Conti, Prefetto del Catasto, Deputato ai carcerati, Deputato al macello, Deputato alle scuole).

Di famiglia nobile era il Custode della Città, così chiamato per l’incombenza di vigilare sulla città, dal giorno della Vigilia alla festa di San Feliciano, facendo chiudere due delle quattro porte cittadine e comandando agli abitanti delle campagne circostanti di sorvegliare le restanti due aperte.

Torna al sommario | « Capitolo precedente | Capitolo seguente »