Premessa

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Lo studio su Giuseppe Piermarini, realizzato dagli alunni delle classi IA, IB, IIB, IIIB, IE della nostra scuola, è un omaggio al nostro grande concittadino nel bicentenario della sua morte. Una motivazione importante ha sostenuto questo impegno: la nostra scuola porta il nome di “Giuseppe Piermarini” una denominazione ereditata dalla vecchia Scuola d’Avviamento, poi scelta per la nascente Scuola media, riformata ed unificata nel 1962. Una memoria doverosa, dunque, un omaggio naturale per gli educatori e gli studenti della Scuola media “Giuseppe Piermarini”.

Martino Knoller (1725-1804), Ritratto di Giuseppe Piermarini (Milano, Museo Teatrale alla Scala)

Martino Knoller (1725-1804), Ritratto di Giuseppe Piermarini (Milano, Museo Teatrale alla Scala)

Siamo partiti così proprio da questa motivazione e abbiamo cercato il taglio da dare alla nostra ricerca. Ci è venuto naturale pensare al Piermarini giovane, adolescente tra gli 11 e i 14 anni, proprio l’età degli studenti di una Scuola media, e a come poteva essere la nostra città nei primi venti anni della sua vita.

Questa l’idea generale di partenza: da qui ci siamo mossi per trovare le notizie. Erano i primi mesi dell’anno scolastico, tanta carica dentro di noi, nonostante il disegno generale ancora confuso. Del Settecento possedevamo i quadri storici ufficiali, quelli del libro di storia. Dovevamo sapere altro, ci interessavano gli aspetti della vita a Foligno nella prima metà di quel secolo. Inoltre dovevamo trovare informazioni mirate il più possibile alla vicenda del Piermarini.

Il materiale è stato pazientemente ricercato: abbiamo letto diversi libri, consultato e trascritto antichi documenti e la curiosità dei ragazzi è andata crescendo. Così, anche con l’aiuto del personale d’Archivio, di Biblioteca e di esperti, tante notizie si sono andate lentamente accumulando. A scuola si rileggevano le relazioni sulle informazioni raccolte e, via via, il disegno generale si è delineato sempre più precisamente: prima di Natale erano ormai chiari gli argomenti del nostro studio; ogni classe ne aveva diversi, impostati e da approfondire.

Foligno, negli anni del giovane Piermarini, cominciava a prefigurarsi in alcuni suoi aspetti importanti: l’ambiente economico-familiare in cui Giuseppe Piermarini nacque e visse la sua gioventù, l’istruzione, l’ambiente cittadino e politico di Foligno, le Congregazioni di Carità, l’Ospedale, le fiere e le feste, le corse e le giostre, le mascherate, l’abbigliamento, il teatro. L’ultimo capitolo del nostro studio è dedicato al Duomo di Foligno, di cui tracciamo una breve storia, facendo tesoro del bellissimo saggio di Faloci Pulignani: partiamo da San Feliciano, così come doveva essere stata vista e frequentata dal giovane Giuseppe, per concludere con un cenno alla ristrutturazione della Cattedrale iniziata dal Vanvitelli ma sostanzialmente condotta dal Piermarini, ormai celebre architetto, unico segno rimasto a Foligno del suo ingegno.

Abbiamo scelto di organizzare la ricerca in piccole unità agevoli nella lettura e nella consultazione: così abbiamo cercato di formulare brevi capitoli tematici, di per sé conclusi, anche se parte di un discorso complesso. I ragazzi hanno inoltre realizzato la parte grafica dello studio che rende più gradevole e chiara la lettura: le illustrazioni in copertina, le tavole sulla moda, le ricostruzioni d’ambiente, le lettere dell’alfabeto che introducono ogni capitolo.

Il presente lavoro ci lascia tutti soddisfatti, non esclusivamente per lo spessore delle notizie raccolte, in quanto già altri e più qualificati studiosi hanno scritto e parlato di Giuseppe Piermarini, e non è nostra nessuna primizia. Siamo soddisfatti per gli obiettivi didattici che ci interessavano e che pensiamo di aver raggiunto: stimolare e sostenere la curiosità sulle proprie radici, rinforzare saperi utili per vivere consapevolmente nel proprio ambiente, avvicinare ragazzi molto giovani alla ricerca di tipo storiografico.

Ringraziamo infine il personale della sezione di Archivio di Stato e della Biblioteca Comunale di Foligno (presso la quale è conservato il Fondo Piermariniano) ed inoltre Gabriele Metelli, Luciano Mattioli e Stefania Ricci, che ci hanno coadiuvato nel nostro studio.

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