Giuseppe Piermarini

Giuseppe Piermarini (Foligno, 18 luglio 1734 – ivi, 18 febbraio 1808)

Martino Knoller (1725-1804), Ritratto di Giuseppe Piermarini (Milano, Museo Teatrale alla Scala)

Martino Knoller (1725-1804), Ritratto di Giuseppe Piermarini (Milano, Museo Teatrale alla Scala)

Studiò con Luigi Vanvitelli a Roma, collaborando col maestro, tra il 1765 e il 1769, alla Reggia di Caserta e trasferendosi in quest’ultimo anno, sempre insieme al maestro, a Milano. Nel 1770 iniziò la risistemazione dell’università di Pavia e tre anni dopo il palazzo dell’Accademia di Scienze e Belle Lettere, detta anche Virgiliana, a Mantova.

Con la decisione del governo austriaco di insediare stabilmente a Milano un arciduca, venne stabilito di realizzare una dimora cittadina appropriata e una casa di campagna. Per l’abitazione cittadina, si adattò il Regio Ducal Palazzo, posto a fianco del Duomo, mentre per la casa di campagna, si decise di costruirne una ex novo fuori Monza.

Il Piermarini, a cui venne affidata l’impresa, cercò di non far sfigurare il nuovo palazzo, rinnovato in sobrie forme neoclassiche (1773-180), dinnanzi alla magnificenza del Duomo gotico, e per ovviare a questo problema realizzò la cosiddetta Piazzetta Reale, prospiciente il palazzo e allora più ampia di Piazza Duomo, uno spazio delimitato ma non chiuso, che grazie a quel vuoto urbanistico riequilibra il rapporto tra i due edifici.

Piermarini decise anche di riorganizzare urbanisticamente il centro cittadino, aprendo Piazza Fontana e via Santa Redegonda, asse di collegamento col Teatro della Scala, da lui costruito nel 1776-78, di cui resta solo la facciata, e rettificando il Corso di Porta Orientale (l’attuale Corso Venezia), asse di collegamento con Vienna e con Monza.

Nel 1776 ottenne la cattedra di architettura alla neonata Accademia di Belle Arti di Brera e l’anno successivo iniziò la Villa Reale. Inizialmente progettata come luogo di villeggiatura e di delizie, per volontà dell’arciduca venne pensata come un vero e proprio palazzo di corte e di rappresentanza, privilegiando soluzioni sobrie e un’organizzazione degli spazi interni funzionale e attenta alle esigenze abitative. Nel 1779 venne nominato Imperial Regio Architetto.

A Milano lavorò anche: al Palazzo Greppi (1772-78), al Palazzo Belgioioso (1772-81) ed in provincia, chiamato dal suo amico ebanista Giuseppe Maggiolini, per la realizzazione della facciata della Chiesa Prepositurale dei Santi Gervasio e Protasio (1780) di Parabiago .

Nel 1798 tornò a Foligno, approntando il progetto per la cappella del Sacramento nella chiesa di San Lorenzo a Spello e realizzando interventi nel Duomo della sua città natale.

[Fonte: voce tratta da Wikipedia: enciclopedia libera (versione del 05 gennaio 2007)]

Riferimenti bibliografici

1908 Filippini, Enrico
Ricerche e studi sul Piermarini, Foligno, Tip. Artigianelli, 1908.
1908 Faloci Pulignani, Michele
Il duomo di Foligno e l’architetto Giuseppe Piermarini: memorie storiche, Foligno, Societa Tip. F. Salvati, 1908.
1983 Catalogo
Piermarini e il suo tempo (Foligno, Palazzo Trinci, maggio-ottobre 1983), Milano, Electa, 1983.
1993 Cesarini, Dante
Giuseppe Piermarini, architetto neoclassico: saggio bibliografico, Foligno, Ediclio, 1983.
1995 Palazzo Greppi
Il palazzo di Antonio Greppi in Milano: un’opera del Piermarini, Milano, Centro Ambrosiano, 1995.
1998 Portoghesi, Paolo (a cura di)
Giuseppe Piermarini: i disegni di Foligno: il volto piermariniano della Scala, Milano, Electa, 1998 (Catalogo della Mostra tenutaa Foligno nel 1998).

Tesi di laurea

1991 Galato, Maria Antonietta e Marco Signorelli
Giuseppe Piermarini: libro di appunti, ricordi, disegni vari: analisi e riflessioni, relatore Maria Grazia Sandri, correlatore Luciano Roncai, Politecnico di Milano, Facolta di Architettura, dipartimento di conservazione delle risorse architettoniche e ambientali, Anno accademico 1990-91.